28/03/08 - Tutte le religioni sono menzognere e malefiche, ma alcune sono peggiori delle altre. E secondo il deputato olandese Geert Wilders l' islam è la peggiore di tutte. Messo online su internet il documentario-denuncia di cui si parla da molto tempo e che le autorità olandesi hanno cercato inutilmente di bloccare, o almeno censurare, per paura di ritorsioni da parte degli estremisti islamici. Dalle prime informazioni, però, il documentario si limita soltanto a citare i dettami più aggressivi della religione musulmana associando le immagini indiscutibilmente vere degli attentati e delle stragi più efferate commesse in nome di Allah. Se questi documenti di verità dovessero scatenare la guerra di religione degli estremisti musulmani contro l' Olanda, con delitti e crimini sanguinosi, saremmo tutti autorizzati a difendere con ogni mezzo il diritto alla libertà di informazione e di critica.
Giulio C.Vallocchia per www.nogod.it
Con tutta evidenza viviamo in un paese dove i piccoli passi in avanti vengono rimessi in discussione continuamente. Per questo ci turba profondamente qualsiasi proposta che rimetta in gioco il pochissimo acquisito. Si pensi alla scuola e all’insegnamento della religione. Ai miei tempi l’ora cattolica, impartita dal prete, (nella mia scuola il laido don Antonio Filizzola che per fortuna è morto da almeno dieci anni) era obbligatoria e per non frequentare dovevi produrre una serie di certificati che comunque non ti esentavano da canzonature e ti obbligavano a una maggiore competizione nelle altre materie. E poi c’era il precetto pasquale, la recita natalizia… Finalmente, grazie al piccolissimo passo fatto con la revisione del concordato (e non dobbiamo dimenticare quanto fu contestato dall’allora grande PCI quel piccolo passo) la religione cattolica non è più religione di Stato e non è materia curriculare. Che enorme soddisfazione deve essere iscrivere a scuola un bambino e mettere la x sul non si avvale (perché è un figlio libero) della religione. Più di qualcuno, sulla pelle dei più piccoli che è tenerella, gioca a studiarsi ore alternative all’ora facoltativa di religione cattolica, addirittura la paradossale ora di ateismo (che mette a rischio i piccini di diventare atei devoti come Ferrara). Certamente questi ultimi proponenti non hanno la capacità mediatica della lista contro l’aborto, ma conosciamo quanto è fragile il terreno dei diritti nel nostro paese e quanto una idea bislacca trova accoglienza nella confusione. Ci vuole poco a ricordare come il rafforzamento delle nostre radici cristiane potrebbero arginare “i maledetti immigrati e gli zingaracci” e via con i luoghi comuni… E probabilmente qualche ministro potrebbe timidamente, con spintarella e baci della Cei, provare a riproporre l’insegnamento obbligatorio. Tiziana Ficacci.
Risponde Giulio C.Vallocchia
In un paese perfetto in cui avere una fede religiosa e seguirne i culti e i precetti facesse parte dei diritti personali senza debordare nella sfera politico-giuridica, non avrebbe alcun senso proporre un'ora di "critica delle religioni" nelle scuole. Le religioni, la loro storia e la connessa e inscindibile storia della libertà di pensiero, ivi compreso l' ateismo, farebbe parte parte dei normali programmi scolastici all' interno delle tradizionali materie di storia, filosofia, geografia, letteratura e sociologia. Ma in Italia la religione cattolica non è un fatto privato e circoscritto alla comunità dei credenti, essa è per sua natura una "professione" (obbligo di diffusione) protetta e incentivata da leggi anacronistiche e collidenti con la laicità delle Istituzioni. Poichè è impensabile che la situazione politica italiana consenta di liberarci dalla pervasività delle gerarchie cattoliche oggi e da quelle islamiche domani qualora i seguaci di Allah diventassero a loro volta maggioritari, l' unica risposta possibile è la diffusione della "critica delle religioni" a partire dalla scuola. Questo è il senso dell' Appello che abbiamo lanciato. E' chiaro che l' Appello prelude alla proposta di un programma organico di "pacchetti didattici" da offrire alle scuole per sfruttare le possibilità di "ora alternativa" che già oggi le norme consentono. Ma ora ci interessa cominciare a smuovere l'attenzione dell' opinione pubblica. E in ogni caso l' ora di "storia e critica delle religioni e storia della libertà di pensiero" (che è l' idea di fondo, e che solo per brevità e per impatto mediatico abbiamo abbreviato in "sì all' ora di ateismo"), va solo a compensare quello che giustamente Tiziana chiama indottrinamento forzoso delle menti "tenerelle" dei bambini. Per difendere la nostra libertà di pensiero per il momento in Italia non abbiamo altri mezzi.
14/02/08 - TRADITORI DELLA LAICITA' !
Ce l' ho con voi quattro, Boselli e Angius, Pannella e Bonino. Veltroni vi prende a schiaffi riconoscendo pari dignità e par condicio solo al partito delle Manette per Tutti e vi tiene fuori dalla porta. Ma almeno i socialisti l' hanno mandato affanculo subito, e non stanno facendo la figura degli accattoni tanto aborrita a parole da Emma Bonino. Almeno dimostrate un minimo senso di responsabilità laica e dite a Veltroni che deve imbarcare socialisti e radicali, o con i loro simboli o con il simbolo della Rosa nel Pugno. Solo così potrete spuntarla e rialzare il tasso di laicità del Partitus Dei ostaggio dell' Opus Dei. Vi dico una cosa, traditori della Rosa nel Pugno, o vi rimettete insieme in qualunque modo per affrontare le elezioni uniti o sono proprio io, laico, socialista e radicale che vi mando affanculo, e se vi presentate separati non vado nemmeno a votare. Tanto la scelta è solo fra due coalizioni clericali. Giulio C. Vallocchia per www.nogod.it
18/1/08 - Il pezzo che più di ogni altro riassume la mossa politica papale di non andare alla Sapienza è una vignetta di Vincino dove si vede il papa che al suo fedele assistente dice: “mi si nota di più se non vado”. Il direttore di Europa (Pd) rovesciando un vecchio slogan di Nenni titola : “da oggi tutti meno liberi”. Cazzo, sono arrivati i colonnelli! … Ora siccome tutti i partiti , di sinistra, di destra, di centro (tranne i poveri socialisti), e tutti i giornali (con poche eccezioni) hanno usato parole di fuoco per condannare lo strangolamento della libertà, la protesta è solo contro il fortilizio della Sapienza? Anzi, per dirla con Europa, contro “qualche decina di impiegati della docenza che fanno traballare la democrazia”. E’ così? (Emanuele Macaluso, Il Riformista)
Può un giornalista, sebbene della rai, commentare l’apertura dell’anno accademico alla Sapienza rammaricandosi della mancata presenza del papa per il veto posto dai venti-trenta scalmanati studenti? E’ possibile che una città che è stata in grado di garantire sicurezza a Bush, al Dalai Lama e a Nicolas Sarkozy, non sia in grado di proteggere la vita a Benedetto XVI? Oppure dobbiamo malignamente pensare che sua santità ha paura di lontani fischi di venti-trenta studenti? Può il ministro della Giustizia con tutte le gatte che ha da pelare aprire la conferenza stampa dando la sua piena solidarietà al papa senza rossore? Può Napolitano scrivere una lettera dove si dice convinto che la visita “avrebbe offerto una preziosa opportunità di riflessione su temi di grande rilevanza per la società italiana come per tutte le società” - bum - senza chiedersi per un attimo perché mai nessun presidente della Repubblica è stato invitato a queste cerimonie? Può il ministro chiedere al rettore conto del casino che ha fatto chiamando il papa e chiedergli di dimettersi per non aver offerto, dopo l’invito, garanzie al prezioso ospite? E ancora, è giusto e consentito da parte di politicanti e giornalisti al seguito parlare di sconfitta del laicismo? L’Italia è un paese laico, se qualcuno è sconfitto è il paese intero, cariche istituzionali e partiti vecchi e nuovi in testa, responsabili di aver subito e avallato l’onda clericale che sta sommergendoci e che, all’ennesimo invito al papa, ha suscitato reazioni anche sopra le righe. E’ grave che i politici non capiscano che B16 ha preferito smarcarsi da una casta allo sbando per brillare, da solo, come un diamante. E’ grave che giornalisti, una professione che in altri paesi è sinonimo di libertà, si prestino a descrivere un teocrate, editorialista dei principali organi di stampa, ascaro delle negazioni dei diritti della persona, ostaggio di una banda (sempre i venti-trenta) di oscurantisti che lo hanno imbavagliato. Leader spirituali molto più colti di lui, come ad esempio il rabbino Riccardo Di Segni, noto a Roma anche come primario di un ospedale pubblico, ha detto che “seppur non è scandaloso invitare il papa all’università, meglio sarebbe sentirlo parlare dalla cattedra di Pietro”. Angoscia il ministro dell’Università che tace che appena settanta anni fa il fascismo, con il silenzio assenso della chiesa, cacciò dalle stesse università da cui oggi parla, docenti colpevoli di non essere in linea con la religione vaticana. Bene sarebbe che la confusa politica italiana riflettesse sui giochi clericali e preparasse le contromosse sulle prossime richieste che verranno da quel trono. Tiziana Ficacci, www.nogod.it