martedì, 27 maggio 2008
27/05/08 - Il Generale Bagnasco, Vicerè e Governatore Militare d' Italia su nomina del Papa Re, detta la linea politica al sottomesso Governo Berlusconi. A distanza di pochi mesi dallle precedenti direttive dettate al Governo Prodi ieri il plenipotenzario del Papa Re nel suo Vicereame italiano ha aggiornato il programma di governo per il nuovo esecutivo, che entra così nella pienezza dei suoi poteri ed è autorizzato ad operare secondo le indicazioni ricevute.  Quello che veramente ci sconvolge non è questa perentoria ingerenza delle gerarchie cattoliche a tutto campo dell'attività legislativa, ma l'appecoronamento generale dell' intero Parlamento vaticaliano. Con l' eccezione di Emma Bonino e dei radicali, gli unici che abbiano avuto la dignità e il coraggio di rivendicare la laicità delle Istituzioni denunciando l'ennesima e prepotente manifestazione di imperio vaticano. Da una parte il PD-Partitus Dei controllato dalla Binetti e dall' altra il Popolo della Libertà vigilata dal Vaticano sono al completo servizio delle gerarchie cattoliche e rendono ancora più evidente la completa iranizzazione dell' Italia che potrà ormai cambiare definitivamente la sua denominazione in quella di Repubblica Cattolica Italiana. Come nella Repubblica Islamica Iraniana, dove la prima e ultima parola sull'attività legislativa spetta al Consiglio degli Ayatollah, da noi il governo reale del paese spetta alla CEI, l'austero consesso dei vescovi che ieri, sotto la Presidenza del generale Bagnasco, Vicerè e Governatore militare d'Italia su nomina diretta del Papa Re, ha definitivamente approvato e promulgato le linee guida a cui gli zuavi che occupano il Parlamento da destra a sinistra dovranno attenersi. Giulio C.Vallocchia per www.nogod.it .
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domenica, 30 marzo 2008
30/03/08 - Guerra di religione ? Con vergognosa pavidità si è subito autocensurato il sito in cui è apparso per poche ore il video che criticava e dcumentava la violenza intrinseca ai precetti del Corano. E tutti i politicanti dell'occidente una volta "libero" adesso gareggiano nel rivolgere accuse ingiuste e immotivate contro Geert Wilders, il deputato olandese che aveva avuto il coraggio di produrre e rendere pubblico quel documentario. E le più importanti e autorevoli personalità dell' ONU ed Europee si profondono in scuse e richieste di perdono verso i credenti di quella che per qualunque individuo razionale è soltanto una delle tante malefiche versioni della MenzognaGlobale. In questo clima di paura e rassegnazione, di fronte alla possibile guerra di religione dichiarata da chi non ammete che ciò in cui crede possa essere sottoposto a critiche, noi liberi pensatori abbiamo il dovere di mobilitarci per resistere con tutte le armi che ci consente la cultura liberale, democratica e laica di cui siamo assertori e difensori. Ma dobbiamo essere pronti a difenderci anche con le stesse armi di diversa natura che gli estremisti islamici dovessero cominciare ad usare per impedirci l'esercizio delle nostre libertà. Intanto sollecitiamo tutti i liberi pensatori a scrivere ai propri media di riferimento (giornali, emitenti radio e TV, siti e blog) per testimoniare la propria volontà di salvaguardare dovunque nel mondo la libertà di pensiero e di critica. Giulio C.Vallocchia per www.nogod.it .
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venerdì, 28 marzo 2008

28/03/08 - Tutte le religioni sono menzognere e malefiche, ma alcune sono peggiori delle altre. E secondo il deputato olandese Geert Wilders l' islam è la peggiore di tutte. Messo online su internet il documentario-denuncia di cui si parla da molto tempo e che le autorità olandesi hanno cercato inutilmente di bloccare, o almeno censurare, per paura di ritorsioni da parte degli estremisti islamici. Dalle prime informazioni, però, il documentario si limita soltanto a citare i dettami più aggressivi della religione musulmana associando le immagini indiscutibilmente vere degli attentati e delle stragi più efferate commesse in nome di Allah. Se questi documenti di verità dovessero scatenare la guerra di religione degli estremisti musulmani contro l' Olanda, con delitti e crimini sanguinosi, saremmo tutti autorizzati a difendere con ogni mezzo il diritto alla libertà di informazione e di critica.
Giulio C.Vallocchia per www.nogod.it

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lunedì, 18 febbraio 2008

Con tutta evidenza viviamo in un paese dove i piccoli passi in avanti vengono rimessi in discussione continuamente. Per questo ci turba profondamente qualsiasi proposta che rimetta in gioco il pochissimo acquisito. Si pensi alla scuola e all’insegnamento della religione. Ai miei tempi l’ora cattolica, impartita dal prete, (nella mia scuola il laido don Antonio Filizzola che per fortuna è morto da almeno dieci anni) era obbligatoria e per non frequentare dovevi produrre una serie di certificati che comunque non ti esentavano da canzonature e ti obbligavano a una maggiore competizione nelle altre materie. E poi c’era il precetto pasquale, la recita natalizia… Finalmente, grazie al piccolissimo passo fatto con la revisione del concordato (e non dobbiamo dimenticare quanto fu contestato dall’allora grande PCI quel piccolo passo) la religione cattolica non è più religione di Stato e non è materia curriculare. Che enorme soddisfazione deve essere iscrivere a scuola un bambino e mettere la x sul non si avvale (perché è un figlio libero) della religione. Più di qualcuno, sulla pelle dei più piccoli che è tenerella, gioca a studiarsi ore alternative all’ora facoltativa di religione cattolica, addirittura la paradossale ora di ateismo (che mette a rischio i piccini di diventare atei devoti come Ferrara). Certamente questi ultimi proponenti non hanno la capacità mediatica della lista contro l’aborto, ma conosciamo quanto è fragile il terreno dei diritti nel nostro paese e quanto una idea bislacca trova accoglienza nella confusione. Ci vuole poco a ricordare come il rafforzamento delle nostre radici cristiane potrebbero arginare “i maledetti immigrati e gli zingaracci” e via con i luoghi comuni… E probabilmente qualche ministro potrebbe timidamente, con spintarella e baci della Cei, provare a riproporre l’insegnamento obbligatorio. Tiziana Ficacci.

Risponde Giulio C.Vallocchia

In un paese perfetto in cui avere una fede religiosa e seguirne i culti e i precetti facesse parte dei diritti personali senza debordare nella sfera politico-giuridica, non avrebbe alcun senso proporre un'ora di "critica delle religioni" nelle scuole. Le religioni, la loro storia e la connessa e inscindibile storia della libertà di pensiero, ivi compreso l' ateismo, farebbe parte parte dei normali programmi scolastici all' interno delle tradizionali materie di storia, filosofia, geografia, letteratura e sociologia. Ma in Italia la religione cattolica non è un fatto privato e circoscritto alla comunità dei credenti, essa è per sua natura una "professione" (obbligo di diffusione) protetta e incentivata da leggi anacronistiche e collidenti con la laicità delle Istituzioni. Poichè è impensabile che la situazione politica italiana consenta di liberarci dalla pervasività delle gerarchie cattoliche oggi e da quelle islamiche domani qualora i seguaci di Allah diventassero a loro volta maggioritari, l' unica risposta possibile è la diffusione della "critica delle religioni" a partire dalla scuola. Questo è il senso dell' Appello che abbiamo lanciato. E' chiaro che l' Appello prelude alla proposta di un programma organico di "pacchetti didattici" da offrire alle scuole per sfruttare le possibilità di "ora alternativa" che già oggi le norme consentono. Ma ora ci interessa cominciare a smuovere l'attenzione dell' opinione pubblica. E in ogni caso l' ora di "storia e critica delle religioni e storia della libertà di pensiero" (che è l' idea di fondo, e che solo per brevità e per impatto mediatico abbiamo abbreviato in "sì all' ora di ateismo"), va solo a compensare quello che giustamente Tiziana chiama indottrinamento forzoso delle menti "tenerelle" dei bambini. Per difendere la nostra libertà di pensiero per il momento in Italia non abbiamo altri mezzi.

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giovedì, 14 febbraio 2008

14/02/08 - TRADITORI DELLA LAICITA' !
Ce l' ho con voi quattro, Boselli e Angius, Pannella e Bonino. Veltroni vi prende a schiaffi riconoscendo pari dignità e par condicio solo al partito delle Manette per Tutti e vi tiene fuori dalla porta. Ma almeno i socialisti l' hanno mandato affanculo subito, e non stanno facendo la figura degli accattoni tanto aborrita a parole da Emma Bonino. Almeno dimostrate un minimo senso di responsabilità laica e dite a Veltroni che deve imbarcare socialisti e radicali, o con i loro simboli o con il simbolo della Rosa nel Pugno. Solo così potrete spuntarla e rialzare il tasso di laicità del Partitus Dei ostaggio dell' Opus Dei. Vi dico una cosa, traditori della Rosa nel Pugno, o vi rimettete insieme in qualunque modo per affrontare le elezioni uniti o sono proprio io, laico, socialista e radicale che vi mando affanculo, e se vi presentate separati non vado nemmeno a votare. Tanto la scelta è solo fra due coalizioni clericali. Giulio C. Vallocchia per www.nogod.it

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giovedì, 07 febbraio 2008
7/02/08 - Radicali, fuori dalle palle ! Sembra ormai certo che Barak "I can" Veltroni non accetterà i radicali, come partito, nella sua coalizione Partitus Dei - Italia dei Valori. Forse due strapuntini per due socialisti e una cuccia per la Bonino. Siamo certi che la Bonino rifiuterebbe, ma forse i socialisti no. Tuttavia possiamo capire che solo presentandosi al voto senza i comunisti da una parte e i laci veri dall' altra potrà ottenere il nulla osta del Vaticano e lo spostamento del voto cattolico più integralista grazie alla presenza nel PD dell' Opus Dei dalla Binetti. Se grazie a questo appiattimento sotto i diktat del Vaticano il PD vincerà le elezioni, la trasformazione completa del nostro Paese in una teocrazia catto-talibana sarà definitiva, grazie anche alla presenza di clericali e clerico-fascisti dell' altra coalizione. Sappiamo bene che qualunque partito scegliesse di presentarsi al di fuori dei due soggetti più grossi non avrebbe neppure la minima speranza di superare quella soglia di sbarramento necessaria a pigliare un seggio. Per questo benchè Barak "I can" Veltroni e il suo Partitus Dei non ci piacciano, riteniamo che solo la presenza di radicali, socialisti e liberali (come partiti e non come singoli personaggi) in quella coalizione ci potrebbe convincere a dargli il voto. Avremmo così una speranza, se pur vaga, che un minimo di Resistenza Laica potrebbe ancora realizzarsi. Ma se non ci saranno quei partiti non voteremo mai per il Partitus Dei. 
Giulio C.Vallocchia. per  
www.nogod.it
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giovedì, 24 gennaio 2008
24/01/08 - Situazione drammatica, ma non seria. Nel Paese continuamente alla ricerca dell' Uomo Forte (da Mussolini a Baffone, purchè abbia le palle) pare che adesso la ricerca si sia concentrata su un uomo che, per scelta religiosa, alle palle ci ha rinunciato. Parliamo del sommo sacerdote del cattolicesimo che, in omaggio al dettato evangelico "eunuchi per il regno di dio" (Matteo 19,12), con il voto di castità ha rinunciato all' uso delle palle, almeno per quanto riguarda le funzioni fisiologiche mirate alla procreazione. Ma dal punto di vista metaforico deve avercele ben grosse, anche perchè altrimenti non avrebbe tanti fedeli seguaci disposti a mettersi a culumbrina (sempre metaforicamente si intende) per accogliere nell' altrettanto mataforico orifizio ciò che le palle contribuiscono a inturgidire. Non sorprende quindi che anche in seno al PD, da noi ribattezzato Partitus Dei, l' ansiosa ricerca dell' Uomo Forte abbia raggiunto il suo scopo (con la o aperta come coito, e non con la o chiusa come rotto, participio passato di rompere). Fioriscono infatti nella culla storica del vecchio PCI, l' Emilia-Romagna, i peana d' omaggio a Joseph (come Stalin) Ratzinger e ci fanno capire che la vocazione (chiamata) del vicario di dio non sarà disattesa. Si conclude così la parabola da PCI a PDS a DS a PD/Partitus Dei per diventare definitivamente Partito del Papa. Da www.nogod.it
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lunedì, 21 gennaio 2008
“Dopo 43 anni da fumatore incallito, lo scorso ottobre ho gettato la spugna”. Sul Financial Times la decisione di Christopher Hitchens di spegnere la sigaretta, ha avuto il rilievo riservato allo scoop. Hitchens, autore, tra l’altro, di “Dio non è grande: come le religione avvelena ogni cosa” e “La posizione della missionaria” (entrambi in http://www.nogod.it/libri.htm), è noto per aver stigmatizzato polemicamente tutte le restrizioni al fumo. Alla soglia dei 60 anni, l’uomo che si faceva fotografare con la sigaretta persino durante la doccia o mentre si rasava, che non riusciva a spegnerla neanche durante i dibattiti tv, ha dichiarato che smette: “per vivere di più per vedere la sconfitta dei miei nemici”.
Durante uno dei programmi più laschi della rai, Marco Pannella interrompendo i lai degli altri ospiti per il bavaglio imposto al papa, ha citato poche cifre: dal 19 aprile del 2005 al 14 gennaio del 2008 il tg1 ha dedicato il 34,45% dei servizi al governo e il 29.13% al Vaticano. Ora, se anche un programma così insignificante per l’informazione e per l’intrattenimento come Porta a Porta, può essere rischiarato dalla presenza del grande Pannella, perché non preoccuparci anche della sua salute? La risibile politica italiana, mai risorta dalle macerie di tangentopoli, può contare solo sul minuscolo drappello radicale (e spero di qualche socialista). Le poche belle figure di questo governo sono state coadiuvate dai radicali. Si pensi per un attimo alla moratoria per la pena di morte, che ha consentito al ministro degli Esteri, che tanto si è mosso e ha tanto viaggiato, di fare la sua unica bella figura (a meno che qualcuno non voglia credere alla missione in Libano). O alle posizioni economiche assunte dal ministro Bonino, ai coraggiosi interventi che ha fatto, ricoprendo a pieno il suo ruolo di ministro per il Commercio, in Cina e in Russia dove ha parlato agli imprenditori di diritti umani. Una cosa, con tutta evidenza, che può riuscire solo ad una persona con identità solida.
Quando Bonino, dopo il suo impegno di Commissario europeo, intraprese un lungo digiuno per attrarre attenzione sulla campagna per le staminali, ricordo che l’andai a salutare davanti a Palazzo Chigi portandole in regalo una crema idratante. Ero turbata dalla sua pelle squamata. Ascoltavo Radio Radicale quando Bordin, durante una conversazione con Pannella, si accorse che stava male. Ho ascoltato i bollettini medici di Marco come si fa per una persona carissima. E come per le poche persone care che ho, anche lui mi suscita nervosismi, fastidi e molti disaccordi. Tanti, tra quelli che conosco, che formalmente condividono la resistenza laica, mantengono una spocchia nei confronti dei radicali, forse spiegabile con l’aspirazione a mangiare da ospitali greppie di partito (raramente, ma qualche casella si libera quando serve una foglia di fico per coprire l’eccesso di malefatte). Durante le ultime elezioni amministrative sono stata sommersa da elenchi provenienti da liste di atei, di agnostici, di dubbiosi, di laici, di laici di più, con sfilze di candidati dalla margherita ai supercomunisti, ma con vistose assenze nella riga della rosa nel pugno. Una formazione finita e io non capisco il perché e ancora mi rodo il fegato.
La gente comune come me, che si sente impotente dinanzi alle gerarchie ecclesiastiche, che non solo impediscono di legiferare per riconoscere nuovi diritti ai cittadini, ma rischiano, addirittura, di far scomparire garanzie acquisite in tempi meno servili, possono contare solo sulla forza del drappello radicale. Per questo credo che Pannella e Bonino debbano assolutamente smettere di fumare. Per vedere, come Hitchens, la sconfitta dei malvagi. Tiziana Ficacci per www.nogod.it
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venerdì, 18 gennaio 2008

18/1/08 - Il pezzo che più di ogni altro riassume la mossa politica papale di non andare alla Sapienza è una vignetta di Vincino dove si vede il papa che al suo fedele assistente dice: “mi si nota di più se non vado”. Il direttore di Europa (Pd) rovesciando un vecchio slogan di Nenni titola : “da oggi tutti meno liberi”. Cazzo, sono arrivati i colonnelli! … Ora siccome tutti i partiti , di sinistra, di destra, di centro (tranne i poveri socialisti), e tutti i giornali (con poche eccezioni) hanno usato parole di fuoco per condannare lo strangolamento della libertà, la protesta è solo contro il fortilizio della Sapienza? Anzi, per dirla con Europa, contro “qualche decina di impiegati della docenza che fanno traballare la democrazia”. E’ così? (Emanuele Macaluso, Il Riformista)

Può un giornalista, sebbene della rai, commentare l’apertura dell’anno accademico alla Sapienza rammaricandosi della mancata presenza del papa per il veto posto dai venti-trenta scalmanati studenti? E’ possibile che una città che è stata in grado di garantire sicurezza a Bush, al Dalai Lama e a Nicolas Sarkozy, non sia in grado di proteggere la vita a Benedetto XVI? Oppure dobbiamo malignamente pensare che sua santità ha paura di lontani fischi di venti-trenta studenti? Può il ministro della Giustizia con tutte le gatte che ha da pelare aprire la conferenza stampa dando la sua piena solidarietà al papa senza rossore? Può Napolitano scrivere una lettera dove si dice convinto che la visita “avrebbe offerto una preziosa opportunità di riflessione su temi di grande rilevanza per la società italiana come per tutte le società” - bum - senza chiedersi per un attimo perché mai nessun presidente della Repubblica è stato invitato a queste cerimonie? Può il ministro chiedere al rettore conto del casino che ha fatto chiamando il papa e chiedergli di dimettersi per non aver offerto, dopo l’invito, garanzie al prezioso ospite? E ancora, è giusto e consentito da parte di politicanti e giornalisti al seguito parlare di sconfitta del laicismo? L’Italia è un paese laico, se qualcuno è sconfitto è il paese intero, cariche istituzionali e partiti vecchi e nuovi in testa, responsabili di aver subito e avallato l’onda clericale che sta sommergendoci e che, all’ennesimo invito al papa, ha suscitato reazioni anche sopra le righe. E’ grave che i politici non capiscano che B16 ha preferito smarcarsi da una casta allo sbando per brillare, da solo, come un diamante. E’ grave che giornalisti, una professione che in altri paesi è sinonimo di libertà, si prestino a descrivere un teocrate, editorialista dei principali organi di stampa, ascaro delle negazioni dei diritti della persona, ostaggio di una banda (sempre i venti-trenta) di oscurantisti che lo hanno imbavagliato. Leader spirituali molto più colti di lui, come ad esempio il rabbino Riccardo Di Segni, noto a Roma anche come primario di un ospedale pubblico, ha detto che “seppur non è scandaloso invitare il papa all’università, meglio sarebbe sentirlo parlare dalla cattedra di Pietro”. Angoscia il ministro dell’Università che tace che appena settanta anni fa il fascismo, con il silenzio assenso della chiesa, cacciò dalle stesse università da cui oggi parla, docenti colpevoli di non essere in linea con la religione vaticana. Bene sarebbe che la confusa politica italiana riflettesse sui giochi clericali e preparasse le contromosse sulle prossime richieste che verranno da quel trono. Tiziana Ficacci, www.nogod.it

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giovedì, 17 gennaio 2008
17/01/08 - Avevamo ragione noi, il papa ha rinunciato alla visita alla Sapienza per evitare la caduta di immagine a livello planetario. Lo ammette implicitamente al TG1 il cardinale Bertone, Segretario di Stato Vaticano, quando osserva che la decisione è stata presa per evitare le sgradite e impensabili manifestazioni di critica al papa di cui avrebbero dato notizia i media di tutto il mondo. La caduta di prestigio e rappresentativà, conseguente alle contestazioni nella sua stessa sede vescovile, avrebbe amplificato a dismisura le altre contestazioni che già si temono in occasione delle sue future visite all' Unione Europea e all' ONU, Orgganismi con i quali il Vaticano è già entrato in rotta di collisione dopo altre improvvide esternazioni papali. Rinunciando alla visita B16 ha ottenuto il risultato immediato di apparire un martire, ma questa scelta è comunque un boomerang perchè ha lasciato chiaramente trasparire che, come tutti i monarchi assoluti, non tollera che i sudditi si accorgano che E' NUDO, privo cioè di quella copertura fittizia di intoccabilità e maestosità di cui si ammanta con il supporto dei paludamenti scintillanti d' oro e d'argento. E una volta venuta meno la sacralità del potere iniziano fatalmente i processi irreversibili dello smantellamento del Monarca, come avvenne al diittatore rumeno Ceausescu dopo il primo sonoro impatto con i fischi del suo popolo. Giulio C. Vallocchia per www.nogod.it
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